Inquadramento Sinottico ed Evoluzione Termica
Il quadro meteorologico del mese di agosto 2026 sul territorio di Foligno è stato dominato in maniera quasi incontrastata da una possente e persistente campana anticiclonica di matrice nord-africana. Questa configurazione sinottica ha garantito una stabilità atmosferica prolungata su tutto il Centro Italia e sull’Umbria, inibendo i normali flussi atlantici e favorendo una continua compressione adiabatica nei bassi strati della Valle Umbra. Dal punto di vista termico, il mese ha mostrato anomalie costantemente positive, culminate con uno scarto termico giornaliero fino a +5.8 °C registrato il 28 agosto.
Le temperature massime hanno superato sistematicamente la soglia dei 35 °C per gran parte del periodo, toccando un picco assoluto di 38.3 °C sia il 2 che il 6 agosto, replicate dai 38.0 °C di fine mese. Le temperature medie giornaliere si sono mantenute frequentemente al di sopra dei 28-29 °C, con un valore massimo giornaliero di 29.8 °C il giorno 28. Anche i valori minimi notturni hanno subito l’influenza della massa d’aria calda e dell’irraggiamento trattenuto nei fondovalle, dando luogo a una sequenza prolungata di notti tropicali con minime che hanno toccato valori fino a 23.0 °C l’8 e il 29 agosto, e solo raramente sono scese al di sotto dei 18 °C. La combinazione tra temperature elevate e tassi di umidità relativa ha generato valori dell’indice Humidex fino a 44.0, indicando condizioni di forte disagio bioclimatico.
Dinamica Pluviometrica e Attività Elettrica
Sotto l’aspetto delle precipitazioni, il mese si è chiuso con un deficit idrico estremamente marcato, tipico delle estati più aride del bacino centro-italiano. L’unico episodio perturbato degno di nota si è verificato nella giornata del 21 agosto, quando un temporaneo cedimento del geopotenziale ha consentito l’ingresso di aria più umida meridionale: l’evento ha generato un accumulo giornaliero di appena 5.5 mm con un rain rate massimo di 9.60 mm/h, accompagnato da raffiche di vento fino a 64.00 km/h e ben 327 fulminazioni rilevate nelle vicinanze.
Nel resto del periodo la pioggia è stata del tutto assente, registrando lunghe sequenze di giornate consecutive prive di precipitazioni. Tuttavia, l’intenso riscaldamento orografico pomeridiano a ridosso della dorsale appenninica ha innescato manifestazioni temporalesche secche a scala regionale, testimoniate dall’intensa attività elettrica captata dai sensori: spiccano in particolare i 498 fulmini registrati il 17 agosto e le 749 scariche del 26 agosto, eventi che non hanno però prodotto accumuli al suolo nella stazione di monitoraggio.
Evapotraspirazione, Vento e Rischio Incendi (FWI)
La ventilazione ha visto una prevalenza di flussi orientali e sud-orientali, con velocità medie spesso comprese tra 15 e 30 km/h e raffiche frequenti oltre i 40-50 km/h, le quali hanno esacerbato il richiamo di aria secca e calda. L’evapotraspirazione potenziale giornaliera ha raggiunto valori ragguardevoli, toccando un massimo di 6.60 mm il 13 agosto, accelerando il prosciugamento dei primi strati del suolo e portando la temperatura media dell’asfalto a picchi di 38.8 °C.
Questo connubio tra assenza di precipitazioni, ventilazione sostenuta e deficit di pressione di vapore ha mantenuto l’indice di pericolo incendi costantemente su livelli d’allerta: il Fire Weather Index (FWI) è progressivamente salito nel corso del mese, raggiungendo un valore massimo di 34.7 a metà agosto. Il bilancio finale descrive dunque un mese estivo estremo, caratterizzato da stress idrico e termico persistente su tutta l’area folignate.
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